Donne e cappelli: una proposta dalla community di Twitter

immagine in bianco e nero di due donne di spalle che camminano tenendo con le mani due grandi cappelli

Photo © by George Dambier

Donne e Cappelli

Una splendida proposta della community di Twitter con immagini e dipinti: #donneecappelli

Ci sono cose strane e emozionanti che ogni tanto avvengono in Rete.

Noi ci occupiamo di cappelli dal 1930, una tradizione di famiglia che si è evoluta nel tempo, che ci siamo passati di madre in figlia e che abbiamo cercato di mantenere integra pur adattandosi alle mode che cambiavano, a nuove esigenze e alla voglia di creare sempre qualcosa di diverso.

Fare un passo nella storia però è sempre un esercizio importante: porta nuovi stimoli, ci racconta da dove veniamo, alimenta la nostra creatività grazie alla potenza dei ricordi.

Scoprire quasi per caso, questa mattina, che la community di Twitter ieri ha proposto centinaia di bellissime immagini e dipinti dove la donna ed i cappelli erano al centro mi ha davvero emozionato.

Ho passato molti minuti a scorrere con il mouse quanto le amiche e gli amici di Twitter avevano pubblicato nelle ultime ore, estasiata da alcune opere che non conoscevo, sognante di fronte a foto storiche che tornavano dal tempo, arrabbiata nel vedere alcuni modelli che non ho mai sopportato ma che mi hanno fatto sorridere. In fondo tutto è esperienza, anche ciò che non ci piace.

Ho pensato quindi di chiedere a un amico come salvare questo insolito evento mediatico in cui il cappello era al centro per permettermi di mantenerne vivo il ricordo qui sul mio blog e condividerlo con tutti voi, nella speranza che abbiate la voglia di scorrere le immagini così come ho fatto anche io e godere di questo spettacolo.

La proposta è talmente ampia (più di 900 tweet) che per vederla tutta, arrivati in fondo a questa pagina, dovrete selezionare Read Next Page per proseguire. Ma vi assicuro che ne vale davvero la pena.

Ognuno dei tweet proposti è interattivo, quindi potrete mostrare il vostro apprezzamento direttamente da questo articolo mettendo un Mi Piace o retweettando le proposte che vi saranno piaciute di più.

Vi aspetto nei commenti per sapere che cosa ne pensate.

Buona visione!

Alessandra

Cappello Garibaldino 09

Il restauro di un cappello Garibaldino

Cappello Garibaldino 09

Restauro di un cappello Garibaldino

Ergisto Bezzi: un garibaldino! 

Trovarsi tra le mani un oggetto che appartiene ad un pezzo di storia così importante per la nostra nazione è stata davvero un’emozione incredibile.

Quando mi fu chiesto di restaurare questo cappello, adesso finito in mostra in un museo di cui ho ahimè perso le tracce, ho sentito anche il peso della storia che inizialmente mi aveva davvero impaurito.

Riuscire a fare un buon lavoro su qualcosa che risultava davvero quasi definitivamente rovinato era impresa assai complicata. Tuttavia la rarità di questo tipo di intervento mi spingeva a fare davvero quanto di meglio potessi. In fondo questo era un copricapo appartenuto ad un temerario, non potevo certamente cedere io alla paura di sistemarlo.

Come spesso succede, però, le idee confuse spariscono ogni volta che mi metto al lavoro: concentrata su questo oggetto così prezioso giunto a noi dal passato, sono riuscita a riversare tutto il mio amore da modista nel recupero.

Prima Fase: lo Smontaggio

(utilizza le frecce per scorrere le immagini)

Sono molto contenta di quanto sono riuscita a fare. Gli unici dubbi che ho rimangono appesi all’oggetto in sé, non al lavoro che dovevo fare.

Chi era dunque Ergisto Bezzi? Che cosa significa davvero il logo che campeggia sopra la visiera?

Alla seconda domanda non so ben rispondere. Spero quindi che qualcuno che ci legge, esperto di queste cose, possa illuminarci e arricchire questo mio racconto di un restauro con notizie storiche interessanti che potrei aggiungere in un secondo momento a questo mio racconto.

 Chi fu Ergisto Bezzi?

“Caro a Mazzini e Garibaldi, sospirò col primo, combatté col secondo”

Così scrissero di lui nel 1920 quando morì a Torino dopo una vita completamente dedicata alla causa.

Partecipò alla Spedizione dei Mille nel 1860 quando aveva venticinque anni tra le fila delle Guide del Simonetta.

Fu tra i primi a entrare a Palermo e primissimo a mettere piede in Calabria, a testimonianza del suo eroismo e della sua caparbietà, qualità che ho cercato ovviamente di far mie nel lavoro di ricostruzione del suo cappello.

Da quel momento ebbe una carriera politica e militare in grande crescita ma totalmente votata alla causa: rifiutò infatti per ben due volte la vanagloria della Croce di Savoia, così come rinunciò, nel 1890, al mandato di Ravenna che lo aveva eletto deputato, scomparendo dalla scena politica italiana.

Seconda Fase: il Restauro

(utilizza le frecce per scorrere le immagini)

Che bella avventura! Mentre lavoravo, dopo aver letto le poche notizie che avevo trovato su di lui, mi sono sentita come trasportata al suo fianco durante tutte le mirabili avventure alla ricerca dell’Indipendenza d’Italia. 

Ho curato il suo cappello quasi come fossi una dottoressa da campo. Non capitano tutti i giorni opportunità di lavoro così particolari e sono davvero felice di essere stata chiamata a questo particolare intervento.

Qualcuno sa dirmi in quale museo si trovi adesso questo mio restauro?


Se volete vedere alcune delle mie creazioni attualmente in vendita online su Etsy potete seguire questo link, altrimenti, se vi trovate in zona, venitemi a trovare nel mio atelier in Via Ricasoli a Livorno. Vi aspetto!

Alessandra